Il pozzo di Cantamerlo

Il “dietro le quinte”
Come nasce la fiaba

L’idea

Nella scorsa stagione teatrale 2016/2017, il teatro don Bosco ha organizzato una serie di incontri dal titolo “Laudato si'”: appuntamenti di vario genere (conferenze, talk show, concerti) per avvicinare l’enciclica di Papa Francesco circa “La custodia della casa comune” (i grandi temi dell’ecologia globale) e per incontrare San Francesco di Assisi che, con “Il cantico di frate sole” (Il Cantico delle creature), tiene sempre desto nei secoli, con la poesia e con una forte spiritualità, il tema della bellezza e della delicatezza del Creato.
Sulla scia di questi incontri e delle tematiche trattate nasce la fiaba “Il pozzo di Cantamerlo”: una prosecuzione di alcuni dei temi trattati dal Papa e da San Francesco. Un approfondimento che pone al centro dell’attenzione il valore inestimabile dell’acqua, il suo esser dono di Dio per la vita dell’uomo e della Terra con tutte le sue creature.  Porta alla ribalta, col linguaggio della fiaba, il tema attualissimo della privatizzazione dell’acqua.
Il periodo storico in cui è ambientata la fiaba è il Medioevo: un’ambientazione molto suggestiva che ha comportato un intenso lavoro per l’allestimento di una scenografia di grande impatto che, sul palco del teatro Don Bosco, non ha mai avuto occasione di esprimersi (almeno con tanta dignità scenica).

Note tecniche

La realizzazione scenografica ha comportato l’adeguamento di un fondale (cm. 600 x 400), la costruzione di uno nuovo (cm. 600 x 300) e la costruzione di un muro di sfondo (cm. 400 x 150).
Ciascuno dei fondali incornicia due dimensioni dell’azione teatrale: una che si svolge nell’interno del castello, l’altra nel cortile esterno del castello.
La colorazione del grande fondale da esterno è realizzata con applicazione di carta da parati ma sopra di esso, utilizzando materiale leggero, è stato applicato il grande arco centrale, costruito e dipinto a mano.
Il muro di sfondo e il fondale minore (per interno) sono stati disegnati e colorati a mano.

Il protagonista scenico è sicuramente il pozzo, collocato nel cortile maggiore (esterno) del castello.
Il pozzo è stato realizzato in legno e in ferro battuto, con applicazioni di altri materiali leggeri per dargli maggiore realismo (es. stemmi applicati sulle pareti); inoltre vi sono stati aggiunti accessori (carrucola in legno, secchio metallico e fune) che danno alla struttura un funzionalità reale.

Il gruppo di lavoro

Gruppo teatrale dell’Oratorio Maria Ausiliatrice di Savona

Il gruppo che ha lavorato per portare in scena la fiaba è costituito da persone che frequentano assiduamente l’Oratorio della Parrocchia Maria Ausiliatrice di Savona. Insieme al parroco, autore e regista della fiaba, concorrono alla realizzazione del lavoro teatrale, sia come attori sia come tecnici e maestranze preposte all’allestimento e  delle scene e alla gestione di tutto ciò che occorre (luci, musiche, costumi …).

Per la prima volta, insieme agli adulti, sono protagonisti in scena alcuni ragazzi dell’Oratorio, alla loro prima importante esperienza teatrale.

Una ulteriore preziosa novità riguarda i costumi di scena. Vengono utilizzati per la fiaba costumi d’epoca forniti dal Gruppo storico Palio delle Contrade di Rocchetta di Cairo Montenotte. Si tratta di una grandissimo contributo alla riuscita scenica della vicenda narrata.

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