L’abito di scena

Prima ancora che sulla scena, l’abito è importante nella vita reale di ogni giorno.
Il nostro modo di vestire è la prima carta di identità che offriamo al pubblico, prima ancora di aprire bocca.
Ancor prima del nostro volto, parla il nostro abbigliamento, che rivela subito il nostro stile, la nostra personalità, l’umore di un momento, le nostre intenzioni.
Non andiamo a cercare chissà che cosa, in chissà quale casa di moda: guardiamo la semplice realtà di ogni giorno.
Anche un piccolo particolare del nostro abbigliamento può rivelare qualcosa che è nascosto infondo al nostro cuore e che, per pudore o per chissà quale ragione, non siamo capaci di comunicare con le parole.
Vogliamo mandare un messaggio: a tutti, a qualcuno, ad una persona in particolare e allora indossiamo una cosa piuttosto che un’altra; in un modo piuttosto che in un altro. A volte basta un dettaglio, una sfumatura e il messaggio parte per raggiungere il suo destinatario.
Nella nostra necessità di comunicare, dunque, l’abito gioca un ruolo importante.

Di ciò è ben consapevole la drammaturgia, che sa cogliere questa particolare dimensione vivace e profonda della comunicazione come strumento per rendere al meglio la presentazione di un personaggio o di un ambiente.
Può sembrare una cosa scontata ma, a quel che è dato vedere, non sempre vanno in scena rappresentazioni ben curate sotto il profilo dei costumi.
A volte si trovano soluzioni approssimative, grossolane, addirittura completamente sbagliate e ciò a danno della riuscita della rappresentazione stessa.
Altre volte è invece gradevolissimo vedere come certi registi sanno usare il dettaglio, il particolare per comunicare con maggiore intensità il proprio personaggio, la propria storia, il proprio sentire.
Da parte del pubblico, il destinatario del messaggio, occorre però la capacità di saper cogliere quella sfumatura, per gustarla ed entrare in maggiore sintonia con l’intenzione e il sentimento del regista.
Non sempre accade, perché ciò richiede una maturità ed una sensibilità molto affinata. Ma quando ci sono questi due elementi, nasce l’incontro e la comunione.
“L’abito non fa il monaco” ma certamente fa comunicazione.
GM

© Copyright Teatro Don Bosco Savona - P.Iva 00521000091