Divagazioni

Questa è la trentesima puntata di queste chiacchierate sul teatro. Non è pochissimo; eppure è ben poca cosa rispetto al mare di cose che si possono dire sul teatro.
Credo che una dimensione tipica del nostro essere sia il parlare volentieri delle cose che amiamo. C’è in noi un bisogno irrefrenabile di rendere presenti a noi stessi e a chi ci sta di fronte le realtà più belle, più buone, più significative della nostra vita.
Inoltre abbiamo bisogno di parlare alle persone che amiamo: a quelle che ci accolgono volentieri, che gradiscono la nostra confidenza, che sanno apprezzarla e ci ricambiano con amore, con pazienza, comprensione ed entusiasmo.
Il massimo è parlare di ciò che amiamo a coloro che amiamo e che ci amano. Quando ci troviamo in questa condizione, facciamo esperienza di contemplazione e di comunione: insieme gustiamo il bello e il buono e non ce ne stanchiamo mai.

Beh! Non è che parlare di teatro ad amanti del teatro porti a questi livelli di spiritualità, però diventa un gradevole passeggiare insieme e gustare una graditissima compagnia.
E’ un po’ come fare un passeggiata in montagna, per andare a scoprire insieme la bellezza di un paesaggio, gustare l’emozione di una fatica condivisa, di una solidarietà sempre più profonda.
Oppure è come fare una passeggiata su una spiaggia, magari nella confusione di schiamazzanti turisti alla deriva, ma avendo con te qualcuno che gradisci avere accanto e con cui scambiare ciò che ti sta a cuore: tutto il resto, per qualche momento, scompare e resta solamente il calore di una passione condivisa.

Dopo questa pausa, riprenderemo a parlare di teatro.
Grazie di cuore a tutti quelli di voi che hanno gradito fare questa passeggiata.
Se vi piace, la passeggiata continua!
GM

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