Bello e brutto: difficile rapporto

Chissà perché, a me piacciono le cose belle!
La bellezza è la veste confezionata da Dio per tutte le sue creature: l’aspetto splendido di quella bellezza profonda nella quale è stato concepito l’essere umano e tutto l’Universo.
“Tu sei il più bello tra i figli dell’uomo”, dice il Salmo 45 che, in una lettura cristologica, parla della bellezza del Messia.
Nel greco biblico il termine “buono” include anche il significato di “bello”: Gesù è il buon pastore, nel senso che è buono e bello allo stesso tempo e in maniera perfetta.
Gesù è un bel Dio ma è anche un bell’uomo. Lui è l’immagine perfetta di Dio e quella perfetta della creatura umana.
La morte che ha subìto in croce e le atroci torture inflittegli, hanno cercato di distruggere anche la sua bellezza esteriore: il suo corpo è stato massacrato, dilaniato con violenza estrema per cancellare di lui ogni traccia, ogni possibilità di ritenerlo apprezzabile, gradevole, attraente.

C’è uno scontro antico, ancora in atto, tra la bellezza e la bontà del Creatore e delle sue creature e colui che, per invidia, vuole mortificare, distruggere, ridicolizzare tutto ciò imponendo il peso della bruttezza, della deformità, della ripugnanza, della sofferenza.
Ma l’uomo e il creato sono chiamati alla bellezza e alla bontà: siamo stati fatti belli e destinati ad una bellezza intramontabile e inalterabile.
Vediamo bene ogni giorno come anche gli eventi e i fenomeni più naturali consumano più o meno rapidamente la nostra bellezza: la malattia, la vecchiaia, i traumi improvvisi, certe esperienze sbagliate, toccando ogni dimensione fisica, psicologica, spirituale del nostro essere, tendono a deturpare quella impronta di bellezza divina che è presente in ogni essere umano, in ogni creatura.
La ricerca della bellezza deve caratterizzare la vita di ogni persona: non con fanatismi che possono procurare solo un transitorio momento di apparente bellezza più o meno reale (cadendo a volte nel ridicolo) ma con un impegno autentico, serio, profondo che porti a scoprire i tratti di bellezza che emergono in ciascuno di noi.

La ricerca del bello nella natura, nelle persone, nelle cose che facciamo, nelle arti che ci sono gradite è un segno positivo e autentico della nostra dignità e della nostra vocazione ad essere perfetti come è perfetto Dio Padre.
Certo, la nostra sarà una perfezione di creature (non di creatori) ma pur sempre il massimo di ciò che possiamo essere.
Ogni arte e quindi anche il teatro deve mettersi alla ricerca del bello e del buono, passando attraverso le esperienze reali della vita. Deve sempre orientarsi al meglio se vuole procurare un vero bene rispettoso della dignità dell’uomo; se vuole aiutarlo a scoprirla sempre più in profondità.
Il bello e il buono fanno crescere la persona; il brutto ed il cattivo la distruggono.
GM

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