L’anima dello spettacolo: l’innamoramento

Parliamo dell’anima dello spettacolo teatrale, vale a dire degli stati d’animo che accompagnano le varie fasi della sua costruzione e della sua messa in scena.
Sia chiaro: non sono psicologo (né ci tengo ad esserlo) e parlo soltanto di esperienza personale di un dilettante.
A che scopo? Per il piacere di confidare un’esperienza ad amici che gradiscono leggere queste righe: tutto qui.
Partiamo dall’entusiasmo iniziale: la scintilla che innesca quel formidabile incendio che è la messa in scena di un lavoro teatrale.
Come ogni innesco, lo stato d’animo dell’inizio è una fiammata molto potente: carica di entusiasmo, di motivazioni, di aspettative, di passione. Un materiale molto “infiammabile” e “infiammante” che ha il bisogno irrefrenabile di fare qualcosa chiamando a raccolta un gruppo di complici.
Di fronte a questo impeto della partenza sembra non possano esistere “antinfiammatori” capaci di spegnere o anche solo sopire questa infiammazione virulenta.
Pur vedendo in prospettiva le possibili difficoltà, le problematicità di ciò che si desidera ottenere, ci si sente capaci di affrontare qualunque cosa, di sopportare qualunque disagio.
E’ la fase dell’innamoramento.

Chi la ferma una persona innamorata!?
Quella è capace di affrontare qualunque ostacolo, qualunque pericolo; è determinata a qualunque fatica e rischio pur di conseguire il risultato desiderato: la conquista della persona amata.
Perfino i difetti obiettivamente più evidenti della persona da conquistare appaiono come cosette assolutamente sopportabili, superabili; quando, addirittura, non diventano “graziose dotazioni” quasi desiderabili, che fanno parte del patrimonio più personale e nobile della persona stessa!

Per un “teatrante”si tratta della conquista del proprio spettacolo e quindi del piacere di metterlo in scena, costi quel che costi.
Figurati! Cosa vuoi che sia fare prove quasi tutte le sere, trovare il materiale per le scene, organizzare questo e quello … è tutto facile, piacevole e molto desiderabile.
Le batterie sono cariche: perché aspettare? Bisogna mettersi in moto, perché non si può sprecare tutta l’energia di cui si dispone.
Così comincia il lungo viaggio della messa in scena di una recita.
Colui che ha l’idea è talmente preso e motivato da essa che riesce a coinvolgere altri, appassionati come lui, in questa vicenda che si fa sentire non solo come piacevole ma addirittura necessaria.
Ci si contagia a vicenda e l’infatuazione della partenza cresce in maniera esponenziale.
Su una base del genere, si prepara sicuramente una bella passeggiata incontro alla soddisfazione più profonda, al successo più clamoroso! Le fatiche saranno ulteriori soddisfazioni da condividere, ulteriori medaglie da appuntare sul petto di chi non teme difficoltà di sorta.
… Siamo sicuri!?
GM

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