Il clima della bottega

Ora non parliamo più di odori ma di clima della bottega: l’atmosfera che si vive in una bottega artigianale; l’insieme di azioni, emozioni, materiali e tecniche che, in combinata tra loro, creano l’abitat del laboratorio artigianale.
Ogni bottega ha il suo clima tutto speciale ma comune a tutte è sicuramente il sapore impalpabile e chiaramente percettibile della laboriosità.
La bottega non è un luogo per oziosi ma per persone che vogliono lavorare, che vogliono esprimere il proprio ingegno, la propria personalità in maniera attiva, concreta. E’ ambiente in cui l’artigiano esprime innanzitutto il suo bisogno incontenibile di creare, di fare qualcosa di importante per sé e per gli altri.
L’artigiano non va in bottega per starsene con le mani in mano.
“Io non posso stare fermo con le mani nelle mani” canta Riccardo Cocciante nella sua bellissima “Margherita”: e questa è certamente una dimensione della spiritualità dell’artigiano.
Altra dimensione è l’essenzialità.
Nella bottega non c’è spazio per fronzoli o cose inutili: c’è solo ciò che serve per realizzare l’opera, aiutando e sollecitando l’ingegno dell’artigiano. Non si può sprecare spazio per conservare cose inutili, che confondono e mettono disordine.
Ben inteso! Non significa che in bottega ci siano solo cose di particolare valore economico: per lo più, anzi, ci sono cose semplici, povere, apparentemente insignificanti per un profano ma che l’artigiano sa bene apprezzare come cose utili per realizzare la sua opera di ingegno e di manualità.
Solitamente la bottega artigianale non è molto grande: lo spazio costa, è prezioso e va usato molto bene (nel modo più ergonomico possibile!). Anche gli angoli più reconditi del locale possono essere preziose casseforti aperte, che contengono i “valori” dell’artigiano. Valori che nessuno andrebbe a rubare perché in se stessi non hanno alcun pregio economico. Ma l’artigiano sa quale valore hanno per lui e li conserva gelosamente, a vista, per servirsene al momento opportuno.
Per qualcuno questa distribuzione “in ordine sparso” può apparire come un disordine insensato: per l’artigiano è un ordine a lui ben noto e caro, dove in qualunque momento si ritrova a proprio agio e da lì prende il necessario per dare vita alla sua opera.

GM

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