O figgio do baron

Trama

La vicenda è ambientata a Genova, ai giorni nostri, in casa del barone Basilio Del Duca e della moglie Clotilde. I due coniugi vanno d’accordo ma le loro giornate, pur senza screzi, procedono mestamente verso la vecchiaia, senza la consolazione di un figlio, di un erede, che non hanno potuto avere. La baronessa sublima l’istinto materno nelle esagerate attenzioni verso il vecchio cane; il barone invece somatizza la frustrazione in una serie di malattie psicosomatiche. Finché si decide a rintracciare un figlio illegittimo, nato dalla fugace relazione con una cantante.
Quando l’improbabile investigatrice Quaglia, contattata dal barone, dichiara di aver scoperto l’identità del ragazzo le cose sembrano cambiare ma la situazione prende subito una piega inattesa: diverse circostanze e coincidenze indicano che l’erede è il cuoco di casa Del Duca, Gaitàn Parodi, bugiardo matricolato e furbone patentato, che si trova così improvvisamente elevato al rango di baronetto.
Gaitàn, acquisito il nuovo status di nobile, non perderà occasione per vessare la servitù e sfoggiare un comportamento tutt’altro che aristocratico; la situazione non può dunque che esplodere in una catena di equivoci e rovesciamenti, dove camerieri, cuochi e governante assistono ad un via vai di figli e cani, legittimi e illegittimi, confusi o morti.

Informazioni

Sabato 18 Aprile 2015 – ore 21
Domenica 19 Aprile 2015 – ore 16
Compagnia “Teatralnervi” di Genova Nervi
Commedia brillante dialettale di Antonella Risso e Gian Solimano

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