Santa Teresa di Gesù Bambino

Canzoni, pittura e recitazione

L’avreste detto che una giovane suora di clausura sarebbe stata proclamata dalla Chiesa “Patrona dei missionari”?
Ve la immaginate una suora di clausura che fa teatro?
Beh, Therese Martin, a tutti nota come Santa Teresa di Gesù Bambino (oppure Teresa di Lisieux, o anche Santa Teresina) riassume in sé anche queste due realtà apparentemente incompatibili con la vita di un monaca carmelitana di clausura.
Procediamo con ordine.
Thérèse Françoise Marie Martin nasce ad Alençon (Francia) il 2 Gennaio 1873 e muore all’età di 24 anni nel monastero carmelitano di Lisieux, il 30 Settembre 1897.
Dal 1944, insieme a Santa Giovanna d’Arco, è patrona di Francia; inoltre il 19 ottobre 1997, nel centenario della sua morte, fu proclamata dottore della Chiesa: la terza donna a ricevere tale titolo dopo Caterina da Siena e Teresa d’Avila.
Una personcina interessante, senza dubbio. Si direbbe perfino molto dinamica, pur avendo vissuto dall’età di 15 anni, fino alla morte, in un monastero di clausura con regole molto severe.
Sarebbero tantissime le cose da dire a suo riguardo ma qui ci limitiamo a considerare il suo rapporto con l’arte e, in modo particolare, con il teatro.
L’immagine che pubblichiamo è proprio un suo ritratto fotografico mentre veste gli abiti di Giovanna d’Arco, in una rappresentazione sacra che la stessa Teresa aveva scritto e interpretato.
Teresa ebbe sempre una particolare ammirazione per questa santa (patrona di Francia, come detto) molto particolare: una guerriera che visse solo 19 anni e che morì bruciata sul rogo con l’accusa di eresia.
Curioso, vero?!
Diciamo che questo ci aiuta ad avvicinarci a Teresa senza melenserie e senza inopportuni devozionismi. Siamo di fronte ad una Santa molto ricca spiritualmente (fu una grande mistica), molto concreta, vicina alle realtà più umili di ogni giorno e dinamica all’inverosimile.
Soltanto la tisi la fermò sulla scena di questo mondo ma, pur in una sofferenza terribile che la consumò lentamente, conservò fino all’ultimo anche la capacità di far sorridere le consorelle che andavano a visitarla. Una di loro, testimoniando al processo di canonizzazione di Teresa, disse che, riusciva a trasmettere buonumore alle sue visitatrici e “si sarebbe pagato il biglietto per sentirla ancora scherzare”!

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