San Giovanni Paolo II, papa

Attore clandestino

Un Santo dei nostri giorni che ha amato il teatro e lo ha “fatto” è il Papa Giovanni Paolo II, al secolo Karol Wojtyla (1920-2005).
Lo abbiamo conosciuto nel suo ministero di Pontefice; abbiamo spesso ascoltato le sue parole, sia in momenti ufficiali sia in momenti meno formali e abbiamo così apprezzato la sua grande capacità di dialogo e di comunicazione con tutti.
Quando era giovane, prima di diventare prete, aveva il desiderio ed il progetto di diventare un attore professionista. Esistono documentazioni anche fotografiche di sue interpretazioni in teatro. Ma oltre a ciò, nei difficilissimi momenti di vita della Polonia nel periodo a ridosso della seconda guerra mondiale, egli usò il teatro come strumento per riunire i giovani (specie universitari) intorno ai valori storici e spirituali sui quali si fondava la cultura polacca e che i regimi dittatoriali (prima quello nazista e poi quello comunista) cercavano in ogni modo di cancellare.
Non disponeva di un teatro; addirittura non era consentito fare teatro o manifestare pubblicamente il proprio pensiero se non era conforme all’ideologia del regime politico al potere. Karol, insieme ai suoi giovani amici studenti, clandestinamente, organizzava spettacoli in casa di conoscenti, proprio per tenere vivi i valori più alti della cultura polacca.
Un teatro clandestino, domestico che affrontava pericoli di non poco conto e che dimostra come questo prezioso strumento dell’arte abbia qualità e potenzialità straordinarie per tenere vivo il pensiero e la libertà dell’uomo.

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