San Francesco

Le sacre rappresentazioni e le laudi

Tra le ricchezze del Medioevo c’era anche il teatro popolare di strada.
Si rivolgeva alla gente comune (e analfabeta), che trovava in esso uno strumento di divertimento, di conoscenza e di riflessione anche su argomenti religiosi. Ma era occasione di gradito divertimento e interesse anche per la gente di dignità sociale superiore.
Era il tempo dei giullari, che portavano i loro spettacoli per le strade delle città e dei borghi.
Tra i protagonisti di questo “teatro di strada” troviamo un giullare di particolarissimo rilievo: San Francesco d’Assisi, autore del celeberrimo “Cantico delle creature” (originariamente intitolato “Il cantico di frate sole”) e inventore del presepio.
Non è mancanza di riguardo verso Francesco chiamarlo “giullare”, giacché lui stesso si definiva “giullare di Dio” e voleva che così fossero i suoi frati.
Voleva che i suoi frati si facessero portatori del Vangelo in mezzo alla gente, suscitando emozioni, sentimenti, passioni che aiutassero ad incontrare il Signore Gesù usando il canto, la recitazione e la predicazione: una sapiente mistura di ingredienti molto vari, dei quali Francesco era sottile conoscitore.
Medioevo sinonimo di oscurantismo?
Direi il contrario, almeno per molti aspetti. Tra questi l’arte della comunicazione del pensiero e quindi del teatro in particolare: esperienze di grande luminosità e acume intellettuale, nonché di vivace spiritualità.

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