Storia e teatro

Compagnia “La torretta” – Savona

Scherza con i fanti ma lascia stare i santi”.
E’ un antico proverbio popolare che proclama un forte invito ad evitare la blasfemia; a riservare il giusto rispetto e apprezzamento per coloro che già godono della pienezza della felicità eterna in Paradiso e sono per noi un esempio da imitare, non da ridicolizzare.
Proverbio “curioso” per chi scrive, che ha tra i suoi conoscenti e amici persone che hanno sia il cognome “Fanti” sia il cognome “Santi”; persone verso le quali porta sia affetto che rispetto.
Ma il succo di questo breve scritto sta nel prendere in considerazione il detto popolare in riferimento al teatro.
Mi piace moltissimo scrivere testi per il teatro allo scopo di far conoscere al pubblico la vita dei Santi (almeno alcuni) in maniera storicamente fondata ed attendibile, senza peraltro rinunciare a dare qualche spunto di ilarità, di divertimento che renda piacevole la presentazione.
Il genere drammaturgico che sto collaudando con un bel gruppo di amici è volto a mediare tra la conferenza e l’intrattenimento teatrale; tra il discorso “serio” e il divertimento genuino.
Nessuna dissacrazione, nessuna blasfemia: semplicemente un modo gradevole di trattare cose importanti con la disinvoltura e la leggerezza che la rappresentazione teatrale consente.
Certamente non è una novità. Il teatro a servizio della Religione è cosa antica quanto l’umanità, così come del resto ogni altra forma artistica.
Non ho alcuna pretesa di inventare alcunché.
Mi piace offrire uno strumento di riflessione, di formazione che si può affiancare ad altri strumenti più tradizionali e più diffusi che appartengono al linguaggio della catechesi e della predicazione.
Sono un prete che si diverte a fare teatro, considerando quest’ultimo un ottimo strumento di “predicazione”: tutto lì!
G.M.

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