Il barebiere di Soziglia
Commedia dialettale di U. Palmerini
Compagnia “I villezzanti” – Genova
Trama
La vicenda si svolge nel salotto della modesta casa di un artigiano: un barbiere che ha la propria bottega annessa all’appartamento.
Si chiama Attilio ed è il personaggio chiave della vicenda: uomo semplice, lavoratore, con una gran voglia di ridere e scherzare.
Sua moglie Luigia, invece, è incapace persino di sorridere e pensa unicamente al guadagno, al risparmio, “ae palanche”.
Unica consolazione del povero Attilio è la figlia Rosa, una ragazza simpatica e sincera che si è innamorata del ragazzo di bottega del padre.
Attilio divide il suo tempo tra il lavoro e la casa, ma trova il modo di passare qualche ora con gli amici e soprattutto riesce sempre a organizzare simpatici scherzi con l’aiuto di Antonio e di Natale suoi complici.
Ne fanno le spese un po’ tutti ma nessuno serba rancore, perché Attilio è un burlone sempre allegro e brioso che conosce i propri limiti ed è la prima vittima della propria ironia.
Purtroppo l’avidità spinge sua moglie a proporre un matrimonio d’interesse alla loro figlia: il matrimonio col figlio dei padroni di casa, i signori Timossi. Questi sono ricchi e hanno un unico figlio, un po’ scemo, al quale sono morbosamente attaccati.
Attilio ha un’idea per impedire il matrimonio di Rosa con il figlio dei padroni di casa: si fingerà pazzo, ne combinerà di tutti i colori ed i Signori Timossi rinunceranno all’idea di far sposare il figlio a Rosa, perché la malattia del padre potrebbe essere ereditaria.
La commedia della pazzia va in scena ma qualcosa non funziona; forse è troppo verosimile, forse Attilio è davvero pazzo ….



