Piggiase o mâ do rosso o cartâ

Commedia dialettale di Bacigalupo e Govi
Compagnia “La torretta” – Savona

Trama

Il titolo (“Prendersi il male del rosso il cartaio”), è un antico detto genovese che significa: “occuparsi del male degli altri senza pensare al proprio”.
Richiama la vicenda di un personaggio popolare di antichissima memoria, faccendiere impiccione per vocazione, che dopo una serie di denunce venne condotto al patibolo.

La commedia che si svolge nella campagna genovese dove, agli inizi del XX secolo, la borghesia si recava in villeggiatura.
Pippo Manezzi , commerciante intraprendente e gran ficcanaso, si interessa degli affari degli altri spingendo la sua invadenza fino all’inverosimile: fa da paciere e da sensale, promuove affari commerciali altrui, sempre con la convinzione di adoperarsi a fin di bene, ma ottenendo invece il risultato opposto, con conseguenze talvolta tragicomiche.
In sostanza combina solo dei guai e, come il celebre Rosso cartaio citato nel titolo, sarà lui a pagarne le conseguenze.
La simpatia della gente che lo circonda fa presto ad esaurirsi e a trasformarsi prima in sospetto, e poi in ostilità, fino alla resa dei conti finale che lo vede soccombere.
Nonostante queste peculiarità del personaggio, si è dinanzi a una commedia corale in cui compaiono borghesi, contadini, servitori, dove non esiste un protagonista assoluto, ma in cui tutti i ruoli hanno pari importanza e risalto.

Informazioni

PIPPO MANEZZI     Aldo Curti
NICOLLA SCAVIZZI     Bruno Freccero
CLOTILDE     Roberta Ferraro
ROSINN-A     Alessandra Crescini
MANUELA     Gianna Marrone
BERTOMELIN   Giovanni Vadalà
GIOANIN     Marco Ventura
MANIN   Rosalba Bruzzone
BERNARDO FALAMPI   Lorenzo Morena

Regia:
Lorenzo Morena
Scenografia
Roberto Zizzo
Tecnico luci e fonico
Andrea Ghersi

La compagnia

Compagnia “La torretta” – Savona

La Compagnia di prosa “La Torretta” nasce a Savona nel 1980, ad opera di don Aldo Bargioni, allora parroco (salesiano) della Parrocchia Maria Ausiliatrice di Savona.
Appassionato di teatro e competente in materia, estroso e capace in recitazione, arte grafica e tante altre cose molto utili per il teatro, don Aldo raccolse intorno a sé degli amici (giovani e meno giovani) che volevano condividere l’esperienza del palco. Il tutto in un contesto famigliare, che affondava le sue radici nell’Oratorio Salesiano.
“La torretta” si esprime sia nel teatro dialettale che nel teatro in lingua; vanta un ampio repertorio del quale sono particolarmente apprezzate le interpretazioni dialettali e, specialmente, le commedie goviane.

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